Nella vecchia fattoria del b&b San Marco

L’accoglienza di Mowgli

Molti sono i ricordi che Mowgli ci ha lasciato forse il più bello è stato quando l’ho trovato sul bordo della strada. Era un cucciolo minuscolo dotato di un paio di orecchie enormi. Più che un cane sembrava un volpino. Il primo mese l’abbiamo nutrito con una siringa. In seguito, ha preso il suo posto nell’attività del nostro B&B, diventando l’addetto all’accoglienza dei nostri ospiti. Mowgli, pretendeva di essere salutato per primo, e guai se questo non accadeva! Si offendeva a morte e non ti considerava più! La sua incredibile personalità era famosa sul web, a tal punto che ne diventò l’attrazione principale. Inoltre, senza togliere niente alla sua bravura, aveva un odio dichiarato per i motociclisti. Chissà perché?

Gli occhi di Bagheera

Quando Mowgli ci ha lasciato, “nella vecchia fattoria” San Marco e calata un po’ di tristezza. Per fortuna è arrivata Bagheera che ha preso il suo posto per raccogliere i complimenti e le affettuose carezze di tutti. Con la pantera del Libro della Giungla, ha in comune la sua bellezza. I suoi occhi dolcissimi, sembrano truccati con una sottolineatura di Rimmel. Quando avverte l’arrivo, molto prima di noi, di una macchina, chiede di uscire e di corsa corre ad accogliere i nuovi ospiti. Lei è una compagna sempre pacifica e affettuosa, una coccolona d’eccellenza, sempre pronta a stare a pancia all’aria. La nostra cagnetta nonostante un’infanzia da dimenticare, in cui è stata bastonata da un padrone mezzo matto, si fida ancora degli uomini.

Mustafà: “il gallo che non deve chiedere mai”

Per non dimenticare nessuno, meritano una menzione speciale, uno staff di gatti che portano i nomi più strani. Si sono auto invitati, a casa nostra, l’uno dietro l’altro. Abbiamo assistito a numerose storie d’amore tra di loro e alla nascita di tanti bei micetti. Poi alcuni, non potendo tenerli tutti, li abbiamo regalati. Uno è addirittura diventato francese! Poi arriviamo alle galline. A dire la verità, “nella vecchia fattoria” San Marco sono loro le autentiche protagoniste. Sotto la vigile direzione del loro padrone e maestro, Mustafà, il gallo da passerella. Carla ha assegnato un nome a ciascuna di loro: Salomè, la moglie di Mustafà, Nerina, Bianchina e Pio, l’ultimo arrivato. Tutte loro, bisognose d’affetto, si lasciano prendere in braccio. Tranne Mustafà: lui è “il gallo che non deve chiedere mai” e quindi conserva una certa distanza.